Bahia, terra della felicità

Largo do Pelourinho

Bahia è l’odore dell’olio di dendé in cui si friggono gli acarajé e con cui si prepara la moqueca.
Bahia è un lungomare infinito bordato di palme e un oceano spumoso sfidato dai surfisti.
Bahia è il lastricato di ciottoli neri su cui si inciampa regolarmente se non si ha avuto l’accortezza di offrire una cachaça a Exu.

Bahia è la città del cuore di Jorge Amado, protagonista di alcuni dei suoi romanzi tanto quanto i personaggi che li animano.
Solo in una città magica e sensuale come Bahia la bella dona Flor avrebbe potuto incontrare e amare i suoi due mariti.
Solo in una città selvatica e dura come Bahia avrebbero potuto vivere i Capitani della spiaggia.

Ma per capirla davvero bisogna cercare le guide giuste.

Una è sicuramente Jorge Amado, che oltre ai suoi romanzi vividi e appassionanti ha scritto negli anni Quaranta, e poi rivisto negli anni Settanta, una straordinaria e inusuale guida turistica della città: Bahia, edita in Italia da Garzanti.

Se sei solo una turista avida di nuovi paesaggi, di nuove avventure per rianimare un cuore logorato dalle emozioni, viaggiatrice di povere avventure ricche, in tal caso non avrai bisogno di me come guida. Ma se vuoi vedere tutto, se sei ansiosa di apprendere e migliorare, se vuoi realmente conoscere Bahia, allora vieni con me, ti mostrerò le strade e i misteri della città di Salvador, e te ne andrai di qua con la certezza che questo mondo è ingiusto e che ha bisogno di essere riformato e migliorato. Perché non è giusto che tanta miseria sia racchiusa in tanta bellezza. [...] Vieni, Bahia ti aspetta. E’ una festa, ed è anche un funerale.

Lungomare di Bahia

Bahia non è una città facile, le sue bellezze architettoniche si disfano nel caldo umido dei tropici, nonostante il fervore di restauri di facciate di edifici coloniali e di chiese. La sua bellezza naturale e la sua naturale gioia sono abbruttite dalle ingiustizie sociali, ma resistono prepotenti. E la saudade è ineluttabile.

Rua Chile non è più la strada dello shopping elegante e della crema della città seduta ai tavolini dei caffè, ma gli atabaques suonano ancora nella notte baiana e quel suono primordiale e misterioso non turba il sonno di chi li sente ma lo conforta.

Oltre a raccontare l’atmosfera della città, vie e vicoli, chiese e quartieri popolari, cittadini indimenticabili e paesaggi, Amado dedica una parte della sua guida al candomblè, una delle radici culturali baiane.
Presenta e descrive gli Orixàs, parla delle mãe de santo che ha conosciuto e frequentato e del suo ruolo nel terreiro.
Le belle illustrazioni di Carybé di cui è corredata questa parte del libro mostrano le sembianze degli Orixàs e quindi le vesti che indossano i figli di santo quando cadono in trance e vengono posseduti.

Fitas do Senhor do Bonfim

Racconta le feste, talvolta sincretizzate con festività cattoliche, tra cui il “lavaggio” della chiesa di Nostro Signore do Bonfim, il Cristo miracoloso che protegge la città, e che è anche Oxalà, il più potente degli Orixàs.
Oppure la festa di Yemanjà con le offerte di stoffe, nastri, gioielli, pettini e specchi alla vanitosa divinità marina, perché la madre e sposa di tutta la gente di mare non metta i suoi occhi di naufragio sui pescatori, non li scelga come suoi amanti e li porti via per le sue feste d’amore tra le onde.

Anche le parole e la musica di João Gilberto e Vinicius de Moraes, interpretate da Caetano Veloso, Gilberto Gil o Toquinho, sono delle ottime guide alla città e alla sua atmosfera.

Casa Encantada

Ma se si preferisce avere delle guide da abbracciare alla fine della vacanza, si possono contattare Loris e Maria, responsabili di Casa Encantada e di uno stimolante progetto di turismo responsabile, che è un’avventura davvero molto molto ricca.

J. Amado, Bahia, Garzanti, 310 p., 18.60 euro

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