Cercavo un libro e ne ho trovato un altro. Dovevo lavorare e gli operai dell’Acea invece dovevano sostituire la centralina elettrica che alimenta anche l’ufficio.
Ho guadagnato tre ore di lettura a Villa Borghese in compagnia del mormorio di una fontana, delle cornacchie e di vecchie dame a spasso col cane.
Baciata dal sole e circondata da prati bianchi di pratoline, ho divorato un divertente romanzo giallo.
La trama è fin troppo attuale. In un’antica meravigliosa città ex capitale mondiale, una trans che ha avuto una relazione non occasionale con un uomo importante viene uccisa; come contorno dell’omicidio intricati ricatti, personaggi ambigui, politici perbenisti, la vita notturna delle trans e una periferia popolare.
Il libro è Scandaloso omicidio a Istanbul dello scrittore turco Mehmet Murat Somer ed è parte di una serie battezzata dallo stesso autore “Hop-Çiki-Yaya”: come lo slogan delle cheerleader dei college turchi nei primi anni ’60, divenuto poi un modo per dire gay.
L’io narrante e protagonista della storia è “una bella di notte e un uomo di giorno”, un consulente di sicurezza informatica che si trasforma ogni sera in una donna affascinante, e che dirige un locale gay a Beyoğlu dove lavorano come “intrattenitrici” travestiti e transessuali.
Obiettivi dichiarati di Mehmet Murat Somer sono coniugare il romanzo giallo con l’ironia e fornire una rappresentazione non denigratoria delle persone transgender, ispirandosi allo stile di Pedro Almodóvar e alla sua capacità di ribaltare in positivo stereotipi negativi.
L’effervescente protagonista travestito, detective per caso, cui Somer non dà un nome proprio, realizza pienamente le ambizioni del suo autore.
Seguendo il suo continuo divertente (e divertito) monologo, il lettore viene coinvolto sia nella classica trama mystery che nella vita notturna della comunità gay e transessuale di Istanbul.
Senza peli sulla lingua, ma con grande leggerezza, la protagonista narratrice racconta la difficoltà di essere trans o travestiti in Turchia (come d’altronde in molte altre parti del mondo): il rifiuto della famiglia e della società, la lotta contro un corpo che spesso non corrisponde alla propria immagine di sé, la fatica per imparare a diventare quello che si vorrebbe essere e poi le angherie da parte delle forze dell’ordine, la prostituzione e la cocaina, la fierezza di lottare per essere riconosciuti.
Sempre impegnata a emulare la leggiadria di Audrey Hepburn, anche nel modo di salire in macchina, e a non sbagliare l’abbigliamento e il trucco per ogni occasione, la protagonista non si fa intimidire da uomini grossi o malintenzionati grazie alla pratica delle arti marziali. E l’effetto è molto comico, perchè il lettore spesso dimentica che l’io narrante in fondo è un uomo, almeno per forza fisica.
L’ambiguità della sua natura è accentuata dal mix di ragionamento netto e analitico tipico degli uomini e di ricorso all’intuizione e ad analogie con persone o situazioni conosciute che ricorda molto la miss Marple di Agatha Christie.
Di certo una miss Marple assai più smaliziata, che sogna che ad accoglierla in Paradiso ci sia una schiera di fotomodelli e che si preoccupa delle dimensioni virili dei propri amanti.
A tal proposito Mehmet Murat Somer riconosce il suo debito verso Dame Agatha, così come verso Il mio nome è Rosso di Orhan Pamuk, ma è innegabile che il suo detective sia un piacevole diversivo nel mondo degli affascinanti e complicati duri del noir e dei raffinati e cerebrali indagatori della natura umana.
I romanzi gialli o noir, si sa, sono spesso delle indagini sociali molto immediate e pregnanti, per gli argomenti che trattono e per la schiettezza con cui li affrontano. Così è anche Scandaloso omicidio a Istanbul, che oltre a rappresentare il vissuto della comunità gay e transessuale istanbuliota, racconta di giornalisti senza etica professionale e di una mafia dei ricatti che sa bene quanto vale il prezzo dell’apparenza nella nostra società.
Concludo con un’affettuosa tirata d’orecchie alla casa editrice Sellerio, molto meritevole e dalle elegantissime copertine blu, per i troppi refusi nel testo, e con un caldo invito a pubblicare gli altri romanzi della serie.
M.M. Somer, Scandaloso omicidio a Istanbul, Sellerio, 301 p., 13 euro
Qui si trova una simpatica intervista in inglese a Mehmet Murat Somer



Grazie della selezione e della sintesi invitante.
Non vedo l’ora di leggermelo, magari quando sarò presto sul Bosforo, proprio a Beyoğlu.
Spero pure non sia come Pamuk, ma più come la Elif Şafak….
Non somiglia molto né all’uno né all’altra veramente! Del romanzo di Pamuk ha un po’ certe atmosfere, ma una scrittura completamente diversa. Ti invidio molto se stai per andare a Istanbul!
ci sono stata sei anni fa e me ne sono innamorata, buona vacanza!